L'evoluzione dell'industria dei salumi
Dal fiore dei suini

A
partire dal Medioevo che si inizia a parlare di salumeria, con uno
sviluppo che procederà ininterrotto fino al XVII secolo. In questo periodo, si
affaccia la figura del norcino, che non solo confeziona, ma realizza prodotti
assolutamente inediti. Presto queste figure iniziano ad organizzarsi in
corporazioni, diventando talmente potenti da rivestire anche un importante ruolo
sociale: nel 1615, Papa Paolo V, con la bolla Pastoris aeterni, riconosce la
Confraternita norcina dedicandola ai SS. Benedetto e Scolastica.
Tuttavia, la vera e propria industrializzazione della salumeria avviene solo a
partire dal XX secolo, dopo che il XIX secolo ne aveva posto le basi, con alcune
importanti innovazioni come il frigorifero e le salumerie di vendita.
In linea di massima si può ragionevolmente sostenere che esistono tre fasi della
salumeria: una artigianale, che prende avvio dalla preistoria per esaurirsi
nella prima metà del XX secolo, una industriale, che copre tutta la seconda metà
del XX secolo e una postindustriale, che si innesta tra la fine del XX e
l’inizio del XXI secolo e che arriva fino ad oggi.
Dalla fase industriale parte il recupero delle tradizioni locali con una
valorizzazione dei prodotti tipici attraverso i marchi DOC e DOP, oltre alla
meccanizzazione della produzione, all’utilizzo di frigoriferi, a una
considerevole riduzione dei grassi per assecondare le nuove esigenze salutiste
dei consumatori.
Inoltre, le ispezioni dell’ambiente di lavorazione e la messa a punto di sistemi
di controllo (come ad esempio, il Sistema dei Punti Critici di Controllo – HCCP)
diventano fondamentali per assicurare la rispondenza dei prodotti a precisi
standard nutrizionali e sanitari. L'esame dei difetti (grazie all supporto dell’ASSICA,
la Stazione Sperimentale Industrie Conserve Alimentari di Parma) e lo sviluppo
di una salumeria innovativa, che ha portato alla creazione del Prosciutto cotto,
sono altre acquisizioni recenti dell'industria salumiera.
Il periodo definito postindustriale è caratterizzato, invece, dal recupero dei
prodotti salumieri a rischio d’estinzione con l'individuazione dei cosiddetti
giacimenti gastronomici, dalla riduzione o abolizione di additivi chimici, con
il conseguente utilizzo di sistemi biologici come gli starter di fermentazione,
dall’introduzione della tracciabilità di filiera, con l'etichettatura del
prodotto, e dallo sviluppo del packaging e dei sistemi di conservazione
sottovuoto per garantire il mantenimento delle qualità nutrizionali e
organolettiche del prodotto. Infine, l'ampliamento dell'offerta con salumi
dietetici, biologici e nutraceutici: un ulteriore strumento per contrastare
l'inarrestabile corsa alla globalizzazione alimentare
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